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101 segreti sulla
Divina Commedia.

In viaggio con Dante,
tappa per tappa
                           

venerdì 10 marzo 2017

Sospensione del Blog!

Ben ritrovati!

Purtroppo, con questo post devo annunciare la sospensione a tempo indeterminato del Blog.
Chiedo scusa a tutti i miei lettori più affezionati, e soprattutto perché avrei ancora molto da scrivere e da comunicare.
Ma purtroppo, il livello di impegni nell'ultimo periodo si è andato davvero intensificando e quindi sono costretto a limitare le mie attività.

Tuttavia, invito tutti a seguire la mia pagina su Facebook dedicata a Dante Alighieri, davvero ricca di notizie e di curiosità.
E naturalmente a leggere 
101 segreti sulla Divina Commedia 
In viaggio con Dante, tappa per tappa.

Saluti a tutti.
Ci rivediamo su Facebook!

sabato 24 dicembre 2016

Buon Natale 2016 a tutti!

Un grande 
BUON NATALE 
a tutti!
Anche da Dante




All'anno prossimo!

Dante e la leggenda di Babbo Natale!


Che c'entra Dante con Babbo Natale?

Intanto, vediamo come è nata la tradizione dei regali natalizi.
La tradizione dello scambio di doni in occasione del solstizio d'inverno risale all'antica Roma.
Tra il 17 e il 23 dicembre, infatti, venivano celebrati i Saturnalia, cioè un ciclo di festività dedicate a Saturno, divinità romana dell'agricoltura.
Ed era in occasione di questi festeggiamenti che gli antichi Romani avevano preso l'abitdine di scambiarsi dei doni di diverso tipo (il primo Gennaio).
Questa tradizione continuò anche quando (dal 325) ai Saturnalia fu associata la commemorazione della Nascita di Gesù.


Ma come si arriva a Babbo Natale?
Inizialmente, si fingeva che i doni fossero portati volta in volta da diversi personaggi: i Re Magi, la Befana, Santa Lucia e lo stesso Gesù Bambino.
La leggenda di Babbo Natale nasce da un personaggio storico: San Nicola di Bari.

Ecco gli elementi che da San Nicola vengono trasmessi a Babbo Natale:
1 - veniva raffigurato con tre sacchi (o sfere) d'oro in mano
2 - veniva rappresentato con un abito rosso (quello da Vescovo).
3 - viene celebrato a dicembre.
4 - di lui si narrano moltissime leggende che lo identificano come portatore di doni.


Ma che c'entra Dante, in tutto questo?
C'entra, perché il grande Poeta riporta, nella Divina Commedia, proprio una di queste leggende.

Si racconta che, ancora giovinetto, Nicola era venuto a sapere che tre figlie di un gentiluomo, caduto ormai in miseria, stavano per essere prostituite dal loro stesso padre. Così, per evitare questo, aveva deciso di aiutare le tre ragazze, lanciando per tre notti consecutive attraverso una finestra della loro casa, tre sacchi di monete che avrebbero costituito la dote delle ragazze.
Ora, avendo trovato la terza notte la finestra sbarrata, San Nicola -COSI' COME FA SEMPRE BABBO NATALE- si era arrampicato sul tetto e aveva gettato l'ultimo sacco di monete attraverso il camino.



Beato Angelico, Storie di San Nicola (1437), 
Musei Vaticani 

Ecco dunque,come Dante ricorda l'episodio in 
Purgatorio, XX, 31-33:

Esso parlava ancor de la larghezza
che fece Niccolò a le pulcelle,
per condurre ad onor lor giovinezza.

 
AUGURI!
E alla prossima!

lunedì 28 novembre 2016

Dante e la Musica: 'In exitu Isräel de Aegypto'

Ben ritrovati!

Oggi cominciamo una nuova rubrica.
Insieme ai Luoghi di Dante, parleremo anche del rapporto tra Dante e la musica.
Approfittando dell'enorme materiale presente su YouTube, potremo infatti individuare tutti i riferimenti musicali del Poema, mostrandoli "dal vivo".

Iniziamo con il dire che Dante era un vero e proprio esperto di musica. E la cosa non è affatto strana, se si pensa che quest'ultima faceva parte dello studio del Quadrivio, che lui doveva conoscere bene.
Sicché la Commedia è densa di riferimenti alla musica.
Tantissimi sono i canti e tantissime le definizioni, i termini tecnici, le descrizioni.
Il Poeta definisce con cura i vari tipi di canto: specifica se sono monodici o corali; e, se corali, se cantati ad una o più voci; e, se a più voci, se sono unisoni o polifonici; e così via.
Per non dire che descrive vari tipi di danza e di strumenti musicali.

In questo blog, vedremo i vari tipi di canto presenti nel Poema.
Come primo gruppo cominciamo a vedere quelli unisoni, cioè di quei canti eseguiti in coro, ma tutti insieme, con un'unica voce.

Dante si trova sulla spiaggetta del Purgatorio insieme a Virgilio. E' arrivato da poco, e, tutt'a un tratto vede arrivare una barchetta guidata da un anglo e con dentro "più di cento spirti".
Sono gli spiriti diretti verso il Purgatorio, verso la purificazione, alla quale, come ben sanno, seguirà la salvezza del Paradiso.
Sono sereni, e cantano.

'In exitu Isräel de Aegypto'
cantavan tutti insieme ad una voce
con quanto di quel salmo è poscia scripto.


E' evidente che si tratta di un canto unisono: infatti, i più di cento spiriti cantano "tutti insieme" e "ad una voce".
Il canto riproduce il salmo che parla della fuga degli Ebrei dall'Egitto: 'In exitu Isräel de Aegypto'.
Ricordiamo di sfuggita che questo episodio, nel Medioevo, veniva considerato non solo come reale, ma anche come una sorta di prefigurazione simbolica dell'anima (gli Ebrei) che si libera dal peccato (l'Egitto). E quindi, il salmo che lo ricordava (il 113) risultava perfetto ad essere intonato dalle anime che si stanno avviando a salvare la propria anima.

Ecco dunque un video relativo a quel canto.
Ascoltandolo, immaginiamolo di sentirlo intonare da quelle anime dirette verso il Purgatorio. Proviamo ad entrare nelle sensazioni e nell'immaginario di Dante.


giovedì 17 novembre 2016

Liberate il Duce! La vera storia della liberazione del Gran Sasso!

Ben ritrovati.

Il libro di cui vi parlo oggi ha un significato particolare per me.
Pensate che inziai a leggerlo durante il viaggio di nozze, dieci anni fa (era il settembre del 2006), su una nave da crociera della Royal Caribbean.
Sì, la Royal ha anche una sala biblioteca! Sala che, naturalmente non è frequentata da nessuno dei viaggiatori, visto che in quel tipo di viaggio ci si può divertire in mille altri modi!
Ma io, che sono "pazzo" -e pazzo di libri!- e che per principio non perdo MAI, e per nessun motivo, una biblioteca, in qualunque luogo mi trovi, non potevo rinunciare a trascorrere qualche ora lì dentro, girovagando tra un mappamondo, la rassegna stampa realizzata su delle fotocopie, e gli scaffali dei volumi.
Bene, guardando qua e là, ecco che ti trovo questo libro: "LIBERATE IL DUCE!", di Marco Patricelli
Nell'immagine (purtroppo non eccezionale, ma è la migliore che ho trovato), riporto la copertina di quell'edizione:


Ora, io, che adoro la storia del Fascismo (ancorché NON il Fascismo in sé, è chiaro!), mi sono immediatamente e voluttuosamente lanciato su di esso per accoglierlo tra le mie mani e per divorarlo.
Tanto più che il sottotitolo sembrava davvero intrigante:

"Gran Sasso 1943: la vera storia dell'Operazione Quercia".
Ma, per quanto veloce possa essere nella lettura, non posso esserlo così tanto da "bermi" un testo del genere in una mezz'oretta!
Ma allo stesso tempo, era anche vero che ... mi ero appena sposato!
Ed ero in viaggio di nozze!
D'accordo che anche mia moglie ama i libri, però, obiettivamente, non potevo trascorrere troppo tempo in quel sacrario!
Così, mi sono ripromesso di leggerlo in un secondo momento.

Però ... ! Però, poi il tempo è passato. Quel libro nelle biblioteche non c'era. E nelle librerie risultava esaurito. Cioè, l'unico posto dove sembrava essere era ... la biblioteca della Royal Caribbean!!!!!

Nel frattempo ho avuto modo di vedere un documentario su RAITRE con lo stesso titolo e realizzato dallo stesso autore del libro. Un video però, un po' lento, a mio parere!

Insomma, passano gli anni e tanta acqua sotto i ponti.
Io ho cambiato lavoro ed ho avuto una figlia.
Ma ... non ho mai dimenticato quel libro!

Ed ecco che, finalmente, scopro che ne è uscita una nuova edizione. E pure aggiornata!
Eccone la copertina:




Naturalmente, lo compro subito!
E lo leggo in un batter baleno!

Scusate questa premessa un po' ampia, ma mi sembrava che in questo caso ... "ci stava"!

Purtroppo, però, devo dire che, nonostante la lunga attesa (o forse anche a causa di essa), questo libro non mi ha soddisfatto moltissimo!
In pratica, nel testo viene descritta, in modo dettagliatissimo, la cosiddetta "Operazione Quercia", cioè uno degli episodi certamente più intriganti della Seconda Guerra Mondiale: la liberazione di Mussolini dalla prigione posta sul Gran Sasso d'Italia, presso l'"Hotel Campo Imperatore", avvenuta il 12 settembre del 1943.


L'albergo in cui Mussolini era prigioniero, 
in una fotografia ripresa dai tedeschi il giorno della sua liberazione
Di Bundesarchiv, Bild 101I-567-1503A-05 / Toni Schneiders / 
CC-BY-SA 3.0, CC BY-SA 3.0 de, 

 Il testo ricostruisce molto bene, nei dettagli, tutta l'operazione. Ma non si limita a questo. Vuole anche portare avanti una tesi, che -credo- sia ormai quella accettata dal grosso degli storici e che è diventata quella ufficiale.
Storicamente, il merito dell'operazione è stato attribuito per molti anni al capitano delle SS Otto Skorzeny. Questi era il responsabile degli aspetti spionistici, che certamente non furono irrilevanti nell'episodio. Però, nel corso dell'azione riuscì a mettersi in mostra e a risultare l'artefice di tutto il processo.
Invece, in realtà, la parte operativa (e l'effettivo merito di essa) era stata messa in atto da altri due personaggi: il generale Kurt Student, fondatore dell'arma dei paracadutisti, e il maggiore dei paracadutisti e comandante del Lehrbataillon Harald-Otto Mors.

Come scrive Patricelli, "Hitler ordina, il generale Student coordina, il maggiore dei paracadutisti Mors elabora ed esegue, l'SS Skorzeny diventa eroe."!

L'autore ricostruisce a perfezione tutte le varie fasi dell'operazione, soffermandosi anche su alcuni dati biografici e caratteriali dei personaggi, facendo emergere in conclusione la verità storica (o almeno quella si può desumere dai documenti e dalle testimonianze).
In sordina, viene accennato anche ad un certo lassismo da parte italiana, quasi ad un sottile desiderio da parte delle autorità italiane di voler coscientemente lasciare andar via Mussolini. Questa tesi viene sviluppata invece nel documentario di cui dicevo prima.

Al centro da sx: il maggiore Harald-Otto Mors, 
il capitano delle SS Otto Skorzeny, Benito Mussolini
Di Bundesarchiv, Bild 101I-567-1503C-15 / Toni Schneiders / 
CC-BY-SA 3.0, CC BY-SA 3.0 de, 

Questo è il succo del saggio. Che però, come dicevo, non mi ha soddisfatto del tutto.
L'operazione Quercia, vista dagli storici e\o dagli osservatori di oggi, appare come arditissima e la sua ricostruzione può risultare molto avvincente. Però, la descrizione fatta nel libro, sebbene molto precisa nei dettagli, mi è sembrata un po' farraginosa e confusa. E decisamente poco coinvolgente. Cioè, l'argomento si presta benissimo al racconto, ma la narrazione non riesce a rendere bene la suspense degli eventi.
Per carità, consiglio comunque di leggerlo perché credo che sia il testo più completo sull'argomento. Inoltre, penso che un amante di storia possa apprezzarlo in ogni caso. Però, credo che si sarebbe potuto fare di meglio.

Alla prossima!
Saluti.




lunedì 24 ottobre 2016

Il Lazio di Dante: il Monte Soratte!

Ben ritrovati!

Oggi torniamo a parlare dei LUOGHI DI DANTE.

Abbiamo concluso la parte relativa a Roma, così ci allarghiamo nel Lazio, verso Nord.


Più precisamente ci avviamo lungo la via Cassia, che era la strada utilizzata nel Medioevo per andare in Toscana partendo da Roma.
Arrivati vicino Viterbo (ma ancora in provincia di Roma), troviamo il Monte Soratte, una montagna alta 691 metri che, per la sua posizione (si staglia isolata e ben visibile in mezzo alla Valle del Tevere) ha da sempre stimolato l'interesse e la curiosità di artisti e scrittori.
« Vedi, che il gelido Soratte è candido di neve rigida...... », scriveva già Orazio (traduzione di Leopardi).



Il silenzio e la solitudine del luogo lo avvolgono in un'atmosfera mistica.
Nel Medioevo era diventato luogo di meditazione di eremiti e monaci. Ma già i Romani vi avevano costruito un tempio di Apollo. Su questo tempio, nel VI secolo d.C., vi fu costruito l'eremo di San Silvestro, tuttora visitabile


E qui arriviamo a Dante.
Sì, perché pare che il papa Silvestro I (da cui deriva il nome dell'eremo) si sarebbe rifugiato in una delle grotte del Monte Soratte per difendersi dalle persecuzioni di Costantino. E pare che poi, proprio a Silvestro Costantino si sarebbe rivolto per farsi guarire dalla lebbra.
Entrambe leggende, ma che Dante accoglieva.


A citare il monte Soratte è Guido da Montefeltro, nell'Inferno.
Anche lui era stato chiamato in aiuto da qualcuno.
Però, mentre il papa Silvestro era stato chiamato dal laico Costantino, il laico Guido da Montefeltro era stato chiamato da un papa, il PAPA BONIFACIO VIII.
E così come Costantino era andato sul monte Soratte per chiedere a Silvestro di guarirlo dalla lebbra, allo stesso modo Bonifacio aveva chiesto a Guido di guarirlo da una febbre, la "superba febbre" di potere! 

Bonifacio infatti, gli aveva chiesto di spiegargli in che modo poteva combattere e vincere in guerra i suoi nemici Colonna:


Ma come Costantin chiese Silvestro
d'entro Siratti a guerir de la lebbre,
così mi chiese questi per maestro

a guerir de la sua superba febbre;
domandommi consiglio, e io tacetti
perché le sue parole parver ebbre.

Il paragone aveva un senso, perché dopo che Silvestro aveva guarito Costantino, quest'ultimo, per gratitudine, aveva donato alla Chiesa il potere temporale, cosa che -secondo Dante- aveva portato al disastro contemporaneo e che era stato il punto d'inizio della brama di potere dei papi (tra cui Bonifacio).

Per chi vuole approfondire, consiglio questo video:

 

Come sempre, vi invito a visitare la pagina IL MONDO DI DANTE su Facebook e a porvi il MI PIACE.

Saluti.
Alla prossima.


lunedì 17 ottobre 2016

Viaggio nel tempo per salvare JFK: 22/11/63!

Ben ritrovati!

Per chi se la fosse persa, c'è una serie tv che -secondo me naturalmente!- merita davvero di essere vista!
Sto parlando di 22/11/63.
 


La storia, di per sé, non ha moltissimo di originale! E' la solita trama sui viaggi nel tempo (un tipo di tematica che però io adoro e su cui vorrei vedere centinaia di film e telefilm!)!
Tuttavia, qui abbiamo qualche elemento in più del solito.
Intanto, non siamo in presenza di una macchina del tempo, ma di un varco temporale, che consente il viaggio solo all'indietro e solo in un preciso giorno del 1961.
Questa porta temporale è stata scoperta per caso dal gestore di un ristorante (il varco, infatti, si trova dentro il suo locale), il quale è sempre stato convinto del fatto che il mondo sarebbe migliore se fosse stato evitato l'omicidio di J.F.Kennedy. E questo, di fronte all'opportunità appena concessagli di viaggiare nel passato, lo porta a progettare un piano per bloccare tale omicidio.
Il problema è che il viaggio all'indietro non lo porta nel 1963, ma ben due anni prima!
Questo, se da un lato gli consente di poter studiare la situazione (seguire passo passo Lee Oswald, capire se c'è davvero quest'ultimo dietro a quel famoso assassinio, ecc.), dall'altro, allo stesso tempo crea un grande problema: se non riesce a bloccare l'assassinio, deve tornare indietro e ricominciare daccapo. Ed ogni volta è invecchiato di due anni!!!
Ora, la porta temporale è strutturata in modo tale che, ogni volta, il viaggio di ritorno si conclude solo due minuti dopo quello di partenza. Insomma, il "viaggiatore" invecchia di due anni, ma torna nel presente solo due minuti dopo!!!
Inoltre, ogni volta che si torna indietro, viene resettato tutto quello che è avvenuto la volta precedente!
Non so voi, ma onestamente io non me la sentirei di affrontare una simile avventura!
In ogni caso, la storia comincia quando ormai il ristoratore ha già fatto più volte il viaggio andata-ritorno, e decide di passare il testimone ad un suo giovane amico. Quest'ultimo, dopo un po' di esitazione, decide di partire. Chiaramente, lui è avvantaggiato dal fatto di avere a disposizione tutto quello che ha già fatto e visto il ristoratore. Però, i problemi non mancheranno. Ma neanche i momenti di piacere, tanto che, tra le altre cose, potrà vivere un'intensa e straordinaria storia d'amore. Una storia d'amore che finirà ... beh, questo non ve lo dico!

E' una serie tv autoconclusiva, quindi non temete di rimanere con il fiato sospeso come in molti altri casi degli ultimi tempi.
Personalmente, mi ha appassionato molto ed è una di quelle che rivedrei volentieri. E questo nonostante la storia non sia molto coerente dal punto di vista dei cosiddetti "paradossi temporali". 
Tra l'altro, un mantra che ripercorre tutto il racconto è che "il passato non si fa cambiare"!
Eppure, il passato cambia! Per molte cose cambia. Quindi, non capisco ... !?!
Ma in questo genere di prodotti, forse, non si deve cercare la coerenza a tutti i costi!

Aggiungo, come curiosità, che sebbene la serie sia tratta da un libro di Stephen King, rispetto a quest'ultimo modifica, aggiunge e toglie dei particolari, in alcuni casi anche abbastanza importanti, come alcuni personaggi.
Sarebbe interessante leggere il libro per vedere come si sviluppa!


Comunque, consiglio davvero a tutti di trascorrere qualche serata piacevole davanti a questo prodotto.

Saluti a tutti.
Alla prossima!



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