Italian Afrikaans Arabic Armenian Belarusian Chinese (Simplified) Chinese (Traditional) Danish Dutch English Finnish French German Greek Hebrew Hindi Indonesian Irish Japanese Korean Malay Norwegian Persian Polish Portuguese Romanian Russian Spanish Swahili Swedish Thai Turkish Urdu Vietnamese
Home Cristianesimo Non è facile parlare di Dio

Non è facile parlare di Dio

Introduzione al Blog su cristianesimo, chiesa, movimenti ecclesiali, ordini religiosi, spiritualità, bibbia, patristica, ecumenismo, liturgia e canti.

 

"Non è facile parlare di Dio a quelli che non credono nell'uomo,

a quelli che non vedono al di là di questa vita senza libertà.

Non è facile parlare di Dio a quelli che non credono all'amore,

a quelli che non hanno pianto mai e che non sanno che cosa è l'umiltà."


Sono alcuni versi tratti da un canto liturgico di quando ero giovane che mi sono tornati in mente quando ho deciso di scrivere dei post su un argomento così ampio e difficile da trattare.

Li ho scelti come introduzione al blog perché sottolineano quale deve essere le predisposizione dell'animo di chi vuole conoscere Dio:

- innanzitutto l'umiltà: Papa Giovanni Paolo I aveva scelto questa parola come motto del suo pontificato e, ancora prima, come stile di vita. Essere una persona modesta e priva di superbia, che non si ritiene migliore o più importante degli altri, ci aiuta a riconoscere che non siamo perfetti, che facciamo degli errori. Riconoscersi "peccatori" è il primo passo verso la "conversione del cuore" e quindi verso il perdono e la riconciliazione con gli altri uomini e con Dio. Humilitas e Humilis hanno la stessa radice di Humus, il terreno fertile su cui la Parola di Dio può germogliare e portare frutto. Ma perché ciò avvenga deve essere innaffiato dalle lacrime di pentimento per i nostri peccati e di gioia per l'amore che Dio ha riversato su di noi.

- poi l'amore e la fiducia: Dio ci ha dimostrato quanto grande è il suo amore per noi perché, mentre eravamo ancora peccatori e quindi suoi "nemici", ha mandato suo figlio Gesù a salvarci (morendo sulla croce al nostro posto). "Amatevi gli uni con gli altri COME IO VI HO AMATO" è l'insegnamento che abbiamo ricevuto e che, con il suo aiuto, siamo chiamati a trasmettere concretamente agli altri. Dobbiamo anche aver fiducia e credere nell'uomo, in noi stessi e nei nostri "fratelli", come ci ha creduto Dio.

- infine, in un Dio che ci ama a tal punto non possiamo che CREDERE e SPERARE. Credere che Lui è l'unico che può dare un senso alla nostra vita e riempirla di gioia e serenità. Sperare nella promessa di suo figlio Gesù "ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io". Questa speranza richiede un cambiamento nel nostro modo di vedere, chiede di fissare lo sguardo non sulle cose terrene ma su su quelle che sono al di là di questa vita, dove incontreremo Dio "faccia a faccia". Ma perché ciò avvenga è necessario che il nostro cuore si rivolga a Dio fin da ora, qui sulla terra. Non pensiamo di salvarci da soli però, infatti in un vangelo apocrifo Gesù ci avverte "Non sarete salvi se non lo sarete tutti insieme". Incontrare Dio nella propria vita è un fatto personale che però va condiviso con tutti, come è successo agli apostoli, a Paolo e a tutti quelli che hanno saputo farsi piccoli e umili per accogliere la rivelazione che" Dio è amore".

Sono incazzato

Oggi

Histats

dal 15 Marzo 2011

statistiche accessi

Valid XHTML 1.0 Transitional CSS Valido! Licenza Creative Commons