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Pensieri fuori dal blog

Come disabilitare le telefonate pubblicitarie

Stop al telemarketing selvaggio

A chi non è mai capitato di ricevere una telefonata alle 21 e oltre che promuoveva una compagnia, un servizio o un prodotto? Durante la giornata capita più volte che il telefono squilli e che all’altro capo ci sia un operatore di call center dal vivo o un messaggio registrato che ci “informa” su meravigliose opportunità per il nostro portafoglio. Confesso che io e i miei familiari siamo stufi. Poiché attualmente in questo settore vige il “silenzio assenso” se non esprimiamo il nostro diniego possiamo essere contatti da qualsiasi azienda che consulti un elenco telefonico pubblico. Per fortuna se vogliamo porre fine al telemarketing selvaggio abbiamo una seria e concreta opportunità.

Il sito del Registro Pubblico delle Opposizioni

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Shestidesjatniki

Noi, figli degli anni ‘60

C’è una parola russa che trovo quanto mai adatta a descrivere la nostra generazione di nati negli anni ’60. La parola è “shestidesjatniki” ed è usata per descrivere la generazione russa che durante gli anni ’60 aveva raggiunto l’età della ragione e vissuto il periodo del disgelo kruscioviano come una ventata di speranza. Tanto per capirsi è la generazione di Gorbaciov che dopo aver respirato  quell’aria ha vissuto con insofferenza  la stagnazione brezneviana e una volta arrivato al potere ha cercato di cambiare pacificamente lo stato delle cose.

Gorbaciov a Venezia

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Report, Facebook e Assange

La questione Social

Bocca delle denunce a Venezia

La diatriba aperta dal servizio di Report su Facebook mi lascia perplessa. Non mi sembra che la giornalista di Rai 3 abbia detto niente di falso, né di scorretto. Facebook è una società nata per fare soldi, come è naturale  che sia, non è una associazione benefica. Pertanto è giusto sottolineare che, in quanto azienda, è interessata al business che si sviluppa principalmente su due versanti: uno la cessione dei profili ad aziende pubblicitarie, due la fornitura di servizi accessori come ad esempio i giochini da svolgere on-line.  Che la nostra iscrizione a Facebook, con tutto ciò che ne segue, frutti alla società dei soldini mi pare sia ovvio e inevitabile, ma forse non tutti ne sono consapevoli, specie molti adolescenti per cui Facebook è diventato il principale mezzo di socializzazione e di contatto. Facebook è l’ultima moda, come lo è stato fino a poco tempo fa Second Life. Ve lo ricordate? Ormai sembra archeologia eppure aveva attratto al suo interno milioni di persone e fiumi di denaro. Persino molti partiti avevano aperto succursali virtuali al suo interno…  gli stessi che adesso vanno su Facebook a raccattare voti e fans. Eh già perché il popolo di Facebook, così si fanno chiamare gli utenti, è diventato una sorta di partito di massa che pensa che senza Facebook non si possa entrare in contatto con il resto del mondo, non si possa ritrovare un amico o un parente, non si possa essere social. Cosa ci aspetterà in futuro? Second Life è passato a miglior vita, capiterà anche a Facebook sostituito da un social ancora più social, più moderno e interattivo e magari un po’ più riservato. L’ennesima rete nella Rete. Eppure non è per questo che è nato il Web. Inizialmente si sa era uno strumento di comunicazione tra ricercatori poi, sviluppandosi, è diventato uno strumento di comunicazione generalizzato, uno strumento di libertà. Le briglie, sia pure virtuali, create dalle multinazionali della socializzazione non gli si addicono. La saga si aggiorna con le rivelazioni di Assange, in realtà prevedibili, che Facebook trasmette su richiesta le informazioni private all’intelligence  americana… con buona pace della privacy.

Attendo pareri.

Good morning Italy!

caffè e giornalePensieri  fuori dal blog è la nuova sezione che abbiamo deciso di aprire Alfredo ed io. Scriveremo alcune nostre riflessioni su temi che ci colpiscono o che ci stanno a cuore. Una scrittura che aspetta un confronto, che attende risposte, perché i pensieri espressi restano comunque un’espressione vuota se non sono ascoltati, criticati, approvati.  Il titolo vorrebbe richiamare  l’espressione inglese think out of the box,  pensa fuori dagli schemi, ovvero pensa in modo creativo perché a volte le soluzioni ai piccoli e grandi problemi si presentano percorrendo strade insolite, in apparenza impossibili da percorrere. Se Gorbaciov non avesse pensato fuori dagli schemi come sarebbe il mondo oggi? Se Steve Jobs non avesse pensato fuori dagli schemi come sarebbero oggi i computer? Tecnologia e politica, ma anche il nostro vissuto quotidiano hanno bisogno di scelte innovative e coraggiose che mostrino strade nuove che non si fermino al già visto, che non diano per scontato  l’immobilismo. Cambiare si può, se si vuole…

Oggi

Domenica, 24 - 03 - 2019
Ore [03:29:19]

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