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Riflessioni su CSI Las Vegas

Indice
Riflessioni su CSI Las Vegas
Breve presentazione della serie
Il giallo classico
La tecnica di Propp
Tutte le pagine

Una serie TV di successo

In questa guida non ufficiale prenderò in considerazione la serie CSI Las Vegas e il mio obiettivo sarà quello di cercare di afferrare i meccanismi che hanno reso questa fiction un successo mondiale analizzandone stile, logica di indagine e contenuti. Non mancheranno naturalmente notizie e curiosità sulla squadra scientifica più popolare della TV.

 


Introduzione

Spiegare perché un telefilm o un libro raggiungono le vette del successo è impresa pressoché impossibile. I fattori in gioco sono tanti, spesso imponderabili e pertanto non tutti individuabili razionalmente. Credo comunque che sia giusto tentare di capire perché un prodotto di intrattenimento all’improvviso si trasformi in un qualcosa capace di colpire l’immaginario collettivo in modo tale da diventare un fenomeno “cult”. Nel settore televisivo negli ultimi tempi questo è successo per X-Files e CSI.

 

Breve presentazione della serie

“CSI” è attualmente una delle serie TV più guardata negli USA, con una quantità di spettatori ad ogni puntata che oscilla tra i 25 ed i 30 milioni, ed è una delle più seguite anche in Italia. Il dibattito sulle ragioni del suo successo è ancora all’inizio. La serie, che ha per protagonista il metodo scientifico di analisi delle prove, è realizzata con pellicola 35 mm che le conferisce un aspetto “cinematografico” particolare. Gli agenti di CSI lavorano in una Las Vegas notturna e mettono tutta la loro abilità tecnica nella ricerca degli indizi che portano all’identificazione univoca del colpevole. I riferimenti letterari, televisivi e cinematografici si sprecano e nelle prossime pagine cercheremo di riassumerli brevemente.

 

Paradigmi letterari

Per capire meglio la serie televisiva in esame è importante studiare la metodologia di indagine usata dalla squadra di investigatori. Prima di affrontare la questione può essere senz’altro utile inoltrarci nella trama e nella logica del giallo classico e considerare le radici del racconto poliziesco da intrattenimento valutandone personaggi, intrecci, tecniche narrative.

 


Il giallo classico

Quando si parla di giallo classico si pensa immediatamente a Sherlock Holmes, figlio del pensiero positivista, considerandolo come il padre di tutti gli investigatori da Padre Brown a Poirot. In realtà il primo investigatore moderno è Dupin, il personaggio creato da Edgar Allan Poe. A sua volta la narrazione di Poe deve molto alla gothic novel rappresentata da autori del calibro di Walpole, di Lewis e di Hoffmann. Ma anche scrittori arcinoti come Conrad, Stevenson o Dostoevskij si sono lasciati tentare da una trama “gialla” creando capolavori letterari come “Delitto e castigo” o “Sotto gli occhi dell’Occidente” o il “dr Jekill e mister Hyde”. A sua volta il romanzo gotico affonda le sue radici nel teatro elisabettiano e in particolare nella spesso truculenta opera shakespeariana, ultimo atto dello sviluppo della tragedia classica greca filtrata attraverso quella latina di Seneca. Non sembri esagerato risalire così indietro nel tempo per parlare di romanzo poliziesco perché in realtà affinità tra giallo e tragedia non sono poche. E non dimentichiamo che Doyle ha sconfinato anche nel campo del fantastico con racconti del terrore e del mistero come Gogol con le sue “Veglie alla fattoria di Dikanka” o Wells, Lovercraft e Blackwood.

 


 

La tecnica di Propp

Propp compie un’analisi approfondita della struttura delle narrazioni ripetitive, quali le favole di magia, che precisa essere insufficiente per l’analisi di un’opera aperta. L’importanza del saggio “La morfologia della fiaba” consiste nell’aver indicato la possibilità di usare un metodo scientifico per l’analisi di un testo. Il risultato del Propp è che tutte le favole di magia rientrano in uno schema unificante, comune anche a certi miti. L’azione ruota attorno all’eroe ed all’antagonista nelle loro diverse forme. La partenza è nell’osservazione che le funzioni dei personaggi sono degli elementi costanti; il numero di funzioni è limitato; la successione delle funzioni è sempre eguale; la combinazione dei diversi motivi ricorrenti dà l’intreccio. Lo schema è riassumibile in una situazione iniziale di “mancanza” o “danneggiamento” da parte dell’antagonista e di una reazione dell’eroe. La fase successiva è la messa alla prova dell’eroe e il conseguimento del mezzo magico, da parte di un donatore, per affrontare l’antagonista. La fase finale è la rimozione della sciagura iniziale con la vittoria dell’eroe e il ritorno all’equilibrio. Nel giallo classico l’antagonista non è chiaramente manifestato, egli è la presenza di un’assenza, un feticcio dell’antagonista della favola che è invece reale. Nel secolo della ragione e della scienza l’antagonista prefabbricato della favola si tramuta nella ricerca intellettuale di un colpevole, che è comunque, nel suo non essere presente, nel suo rivelarsi finale e nel tramare nell’ombra, sempre l’oppositore dell’eroe, il detective, il cui difficile compito consiste nel far manifestare questa oscura presenza. Lo schema è sempre il medesimo: esordio, delitto, confessione, espiazione in cui l’omicida è il pharmakòs che sconta la sua colpa di aver eliminato una persona spesso in qualche modo nociva alla comunità.

Risulta quindi possibile classificare i gialli tramite ripartizione delle funzioni dei personaggi principali all’interno di una macrostruttura. Sono individuabili quattro personaggi principali attorno a cui ruota l’azione: la Vittima, il Colpevole, l’Investigatore e il Giustiziere. L’interdipendenza e la eventuale coincidenza dei ruoli determina la caratteristica della narrazione o inversamente è determinata da quest’ultima. Le possibilità sono che le quattro funzioni siano esplicate da quattro personaggi diversi oppure da quattro coincidenti o da coppie o terne di personaggi. In realtà queste diverse possibilità determinano scelte ideologiche e culturali ed è possibile associare alle coincidenze funzionali una precisa motivazione. I casi da osservare sono apparentabili con le combinazioni di quattro elementi k a k.

La coincidenza delle quattro figure in un unico personaggio è tipica della tragedia; le quattro figure smistate in quattro personaggi diversi delineano casi narrativi rari, un esempio potrebbe essere “La promessa” di Durrenmatt; il caso più frequente è quello dell’apparentamento delle figure a coppie o a terne. Nel giallo classico normalmente abbiamo raggruppamenti delle funzioni a coppie. La Vittima riveste il ruolo anche del Colpevole, il Colpevole quello del Giustiziere e l’Investigatore di nuovo del Giustiziere, figura di una Giustizia superiore. Il capro espiatorio, il Pharmakos, è interpretato dal Colpevole come figura primaria e dalla Vittima come figura secondaria. E questo schema è perfettamente adattabile a CSI.

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