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Trasparenza dei bilanci pubblici

Pubblico, ma non troppo

Il vento delle nuove elezioni ha portato con sé le notizie, in parte già note, sui bilanci di comuni, provincie e regioni. Bilanci che sono pesantemente in rosso. Di giunta in giunta la situazione è diventata sempre più critica, le spese sono aumentate, le entrate diminuite. Possibile che nessuno si fosse accorto che stava spendendo più di quello che poteva permettersi?

Una qualsiasi famiglia normale conosce le entrate e programma le uscite per non doversi ritrovare in breve tempo alla mensa dei poveri. Mi chiedo come mai chi amministra la cosa pubblica, nel piccolo o nel grande, non riesca a contenere i debiti. Ovvio che le spese di un comune sono molte, complesse e spesso imprevedibili. Però credo che se fossero limitate le consulenze pagate a peso d’oro, gli appalti seguissero la strada del miglior rapporto qualità/prezzo, gli stipendi degli amministratori fossero calmierati e soprattutto rapportati alle effettive capacità, un bel gruzzoletto salterebbe fuori. E come la normale famiglia deve far bene i suoi conti per sopravvivere e crescere i figli dignitosamente, così il buon amministratore che si assume onore e oneri dell’incarico deve mantenere il bilancio sotto controllo, altrimenti che cambi mestiere. Una volta si diceva "braccia rubate all’agricoltura"…

Si è molto parlato in questi anni di rendere pubblici i bilanci delle amministrazioni. Non mi sembra al momento di avere ancora visto nulla. Esistono progetti come open bilancio, linked open data, open polis, open municipio, che però mi sembrano ancora allo stato embrionale. Ritengo invece che sarebbe assolutamente necessario al più presto che i dati riguardanti la modalità di spesa dei NOSTRI soldi fossero rese note e che qualsiasi cittadino potesse accedervi. Anche questa è democrazia, anche questa è partecipazione attiva. Visto che se il mio comune ha accumulato un debito a cui non riesce a far fronte sarò costretta a pagare più tasse, pretendo almeno di sapere quali sono state le spese che giunta dopo giunta hanno causato il deficit. E pretendo una motivazione seria che giustifichi uscite stratosferiche.

Chi si assume un incarico di governo deve sapere cosa sta facendo, è ora di finirla con i politici scalda poltrone. Grillo ha trovato in questo humus di corruzione e ambizione senza capacità il terreno ideale per far crescere il suo movimento di protesta. I cittadini sono stufi, lo si vede dall’astensionismo sempre più alto e dal voto di protesta a forze e personaggi nuovi. I partiti, dal più piccolo al più grande stanno andando fuori gioco perché non hanno capito che l’ubriacatura collettiva del “va tutto bene” è finita e il dopo sbronza per gli italiani si sta rivelando particolarmente pesante.

Il mondo sta cambiando a velocità supersonica ma chi è al potere da troppo tempo non riesce ad accorgersene e a stare al passo con i cambiamenti. Non è una novità, è sempre stato così e la Storia rigurgita di esempi. La società chiede nuove risposte a nuovi problemi e la classe politica non solo non sa dare soluzioni ma non si rende neppure conto di quanto sta accadendo. Si può scegliere di essere parte del problema o della soluzione: la vecchia mentalità dei partiti e degli uomini di governo è attualmente un problema, la vitalità dei nuovi movimenti apre uno spiraglio alla ricerca di una soluzione.

Dum spiro, spero…

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